L’ultimo saluto

L'ultimo saluto

la Morte è d Vitale ImportanzaIeri ho accompagnato due nipoti ad onorare le ultime volontà del loro zio, attraversando mezza italia.

Lo zio, di 94 anni di età, vedovo da tempo e senza figli, figli che potessero prendersi cura di lui. E lo hanno fatto loro per anni. Con amore e con grande pazienza.

Se ne è andato, in silenzio, dolcemente ed in punta di piedi il 1° aprile. Sembrava quasi uno scherzo, compiuto prima che lo andassero a trovare nel luogo in cui veniva seguito e curato giorno e notte, perché non più autosufficiente. Un piccolo scherzo di cui parlerò più avanti.

Prima, è giusto sapere che era un grande viaggiatore. Ha viaggiato tanto, nella sua vita, e sempre principalmente per mare.

L’aereo non lo stuzzicava neanche un po’: è quasi sempre arrivato dappertutto via mare per poi proseguire con le normali vie di terra a piedi, in auto, in treno e con quello che era disponibile, purché non fosse un aereo.

Gli piacevano l’aria ed il vento, ma con i piedi a terra o con sotto il ponte di una nave.

Ha lavorato tanto, anche per pagarsi i viaggi da lui tanto amati e, nella sua qualità di sarto da uomo, ha vestito numerose persone, che giungevano nel suo laboratorio anche da lontano, da altre nazioni, per farsi confezionare gli abiti su misura da lui, piccolo uomo dalle abili mani e dal buon gusto innato.

Innato, sì, ma anche sviluppato dagli insegnamenti e dall’esperienza di lungo corso di tutta una vita. Aveva iniziato a “frequentare bottega”, come spesso accadeva in altri tempi e in altri luoghi, all’età di 9 anni, per imparare un mestiere.

Prima della nascita, come si dice spesso in questi casi, era ancora impegnato in qualche altra coda quando distribuirono ai prossimi nascituri la qualità dell’altezza: gli rimase una taglia piccola e minuta, che divenne quindi la sua.

Vestì anche grandi uomini, grandi anche in altezza e lì sì, “ci voleva la scaletta”, diceva, per prendere adeguatamente le misure.

Ma non si sentiva certo per questo inferiore agli altri, era solo “miniaturizzato”, per usare un termine moderno o, come diceva lui: “il buon vino sta nella botte piccola!”

Dicevo all’inizio che sembrava avesse pianificato uno scherzo  per le sue nipoti. In effetti un piccolo “colpo di teatro” lo aveva preparato, il birbone: aveva sempre detto che gli sarebbe piaciuto fare ancora un viaggio per mare, ma questa volta accompagnato dalle sue nipoti, per condividere con loro uno di quei momenti, a lui sempre piaciuti tanto. Ma non ce n’era mai stata l’occasione, per varie ragioni.

barcaLa sorpresa l’ha quindi preparata per il gran finale: all’apertura delle sue disposizioni testamentarie si è saputo che desiderasse che le sue ceneri venissero disperse in mare, ma non in un mare qualsiasi, bensì in quel mare da lui percorso così tante volte tornando a casa con la nave, rimirando quelle coste con il viso accarezzato dalla brezza, lì sempre presente.

E così è stato. Non era scritto nel documento, ma loro lo hanno capito lo stesso, ma non subito. Sarebbe riuscito così a fare ancora un viaggio, il suo ultimo viaggio in mare portato da una barca e accompagnato dalle sue nipoti, proprio lì, di fronte a quella costa tanto amata e che già sapeva di ritorno a casa.

Lo hanno capito lì, in quel momento, le sue nipoti, mentre insieme spargevano le sue ceneri in mare, a bordo di quella barca che aveva accompagnato tutti in quel punto lontano dalla costa, tanto da poterla abbracciare con lo sguardo.

É stato tutto molto semplice e dolce: i barcaioli gentili e compresi nel ruolo, le nipoti che disperdevano gentilmente le sue ceneri, la brezza leggera e consolatoria, il mare che cullava la barca e pronto ad accogliere il suo ospite insieme al suo fiore preferito, come un bacio lasciato alle onde per lui.

E socchiudere appena gli occhi e vederne lo spirito con lo “sguardo interiore” lì,  con il sorriso intervallato da risatine, soddisfatto per quanto era riuscito ancora a realizzare, e grato per essere stato onorato sino all’ultimo.

Tutti sono tornati a casa sereni, nonostante i tanti chilometri percorsi in un’unica giornata, lieti di avere esaudito il suo ultimo desiderio.

Qualcuno si è lasciato sfuggire che al momento dello spargimento delle ceneri gli era sembrato di averlo lì tra noi, sorridente e soddisfatto, così come era apparso a me.

Anche gli altri hanno confermato tale impressione, lieti che qualcuno tra noi avesse rotto il ghiaccio su tale argomento e ancora di più lieti di potere confermare per primi a se stessi tale sensazione e percezione: non stavano diventando matti e, al più e con senso dell’umorismo, non sarebbero stati soli.

Addio piccolo grande uomo. Addio, vecchio birbone! Buone nuove avventure ti attendono, ne sono sicuro.

Foto della barca di Austin Neill on Unsplash

Il Perdono – Un atto difficile

Perdonare, perdonarsi, farsi perdonare

Moritz Ferrante - Counselor Olistico

Moritz Ferrante Counselor Olistico e Praticante Core Shamanism

La tematica del perdono, con le sue implicazioni e conseguenze, è un tema doloroso e spinoso per chiunque.

Noi tutti siamo cresciuti con una o anche più visioni di ciò che dovrebbe volere dire perdonare, pensando innanzitutto all’atto rivolto verso gli altri, verso coloro che ci hanno fatto un torto.

Ma anche noi possiamo avere commesso dei torti verso altri, e quindi entra in gioco il farsi perdonare.

Ma possiamo, cosa molto più frequente di quanto ci venga da pensare in un primo momento, avere commesso torti anche verso noi stessi, dei torti auto inflitti, e di cui è bene perdonarsi, sempre che ci si accorga di averli compiuti perché, spesso, non ce ne si rende conto o li si minimizza nelle loro conseguenze.

I diversi tipi di torti in cui possiamo essere coinvolti, implicano e richiedono modalità proprie di azione, perché possano essere perdonate, ovvero superate.

L’atto di perdonare non è facile, anche per le resistenze  che possono presentarsi alla coscienza di ciascuno, però è un passo importante verso la liberazione, emotiva, energetica e spirituale di ciascuno.

Perdonare non vuole dire avallare o giustificare i comportamenti lesivi subiti o perpetrati, ma liberarsi dal giogo emotivo e bloccante che ci lascia “congelati” in quella situazione difficile e dolorosa, che può avere influenzato e condizionato significativamente la nostra vita. Questa liberazione si ottiene comprendendo ed accettando la lezione “nascosta” in tale evento.

Implica aspetti e azioni che coinvolgono l’amore: per sé e per gli altri, anche in senso generale. Un amore che, a seconda della sua declinazione, può essere una complicazione o, invece, la soluzione.

Tema complesso ed importante per ciascuno di noi nelle nostre vite.

Ecco perché è stato recentemente proposto e svolto un seminario sul perdono, in cui i partecipanti, dal punto di vista sciamanico, hanno esplorato le proprie dinamiche personali a riguardo, e acquisito gli strumenti per potere cambiare significativamente il proprio approccio per il futuro, partendo dalla guarigione e dal superamento di ciò che ha richiesto di essere perdonato.

Una catarsi profonda e, per ognuno, una vera liberazione.

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L’Estate sta finendo, si riparte

estate-in-fiore

L'estate sta finendo, 🎶, e un anno se ne va...🎶

 
Queste sono alcune parole di una nota canzone dei Righeira, un duo musicale di diversi anni fa (quanti, non fatemelo ricordare!)   Un altro anno, pensando al dopo estate come all’inizio di un nuovo ciclo annuale, segnato dalla ripresa delle “solite attività”, qualunque esse siano per ciascuno di noi. 
 
E qui sorge la mia domanda: “E tu, come vivi questa ripresa?  Vuoi che tutto si ripeta come sempre?”
 

la Routine, di José Teixeira, artedaterra.pt

Ti identifichi con la persona nell’immagine qui accanto, impegnata a “fare rotolare una situazione” che la riporterà, inevitabilmente, a ripercorrere sempre gli stessi passi?
Forse senti che, in effetti,  la tua situazione lavorativa sia proprio ben rappresentata con questa immagine?  Oppure trovi che siano così i tuoi rapporti affettivi e/o familiari?  E magari entrambi?
 
 
Superare l'Ostacolo, di José Teixeira, artedaterra.pt

Ritieni di dovere scavalcare il muro che ti impedisce di andare oltre, di potere crescere o allontanarti da ciò che ti limita e forse ti “avvelena”?

Se Noi non Abbiamo Equilibrio

Avverti che ti occorra raggiungere maggiore equilibrio per superare determinati ostacoli, in modo che le cose cambino?

la Nostra Vita è un Percorso, José Teixeira, artedaterra.pt

Oppure hai ormai la convinzione che per raggiungere qualsiasi tuo obiettivo, lo sforzo che ti viene richiesto sia paragonabile allo scalare una parete in solitaria?

 
Ma quante domande!!!
 
E le risposte?
 
Beh, se stai cercando soluzioni ai tuoi problemi o risposte ad un tuo sentire che si fa, da qualche tempo a questa parte, sempre più acceso e a volte persino “imperativo”, tanto è onnipresente e assillante, ti aspetto all’incontro gratuito di domenica 16 settembre 2018, dalle 15 alle 18 circa, per parlarne, e illustrarti le vie percorribili per dare una risposta adeguata a queste tue istanze e necessità, ovvero iniziare una nuova fase della tua vita in cui costruire un nuovo futuro possibile.
 
Si parlerà di benessere, inteso in varie forme, e delle modalità pratiche, sia energetiche che spirituali, con cui poterlo raggiungere, per iniziare un nuovo ciclo in cui potere essere agenti attivi del proprio cambiamento, timonieri della propria vita, autori del proprio benessere. 

Se la proposta ti interessa, ti invito a cliccare sul bottone qui sotto per saperne di più e, volendo, iscriverti, al fine di riservati un posto (sono limitati) a questo incontro.  Buon tutto!

 
 

Tutte le opere illustrate sono frutto dell’artista portoghese José Teixeira, artedaterra.pt

Magia e trasformazione con il tamburo

Il Potere Trasformativo del Tamburo:

Tamburo al tramonto
Moritz Ferrante - Counselor Olistico

Moritz Ferrante Counselor Olistico e Praticante Core Shamanism

Oggi una amica mi ha regalato emozioni e pienezza di cuore, e le sono enormemente grato.

Io provo gratitudine verso di lei, proprio grato a lei che voleva ringraziare me per quanto le ho trasmesso durante e dopo la costruzione del suo tamburo.

Mi ha raccontato, felice ed a sua volta emozionata, come stia costruendo, giorno dopo giorno suonandolo e risuonando con lui, la speciale relazione con il tamburo che lei stessa ha fatto recentemente nascere, grazie alle sue mani ed al suo cuore.

E  desiderava raccontarmi di come, grazie al “duetto” di oggi (chi ha suonato chi?) sia riuscita (lei è anche una valente pittrice) a sciogliere un blocco artistico su una specifica opera che da tempo non riusciva proprio a portare a termine.

Non le veniva, pur tornandoci sopra anche a distanza di tempo ed a più riprese.

Oggi, dopo avere suonato e danzato con il suo tamburo nel suo studio, mentre lavorava su un’altra opera, ha sentito emergere in lei la giusta ispirazione.

Ed ha “sentito” come questo sciogliersi del blocco fosse legato al tambureggiamento concluso da poco.

È riuscita quindi, e con sua grande soddisfazione, a terminare questa “opera riluttante”.

Inoltre, e con sua grande sorpresa per il modo con cui ciò è avvenuto, certi elementi che prima costituivano un problema al suo completamento, diventavano ora invece e finalmente, aspetti espressivi che riuscivano a “dare vita e profondità” all’opera finalmente compiuta.

Ed in più, con sua ulteriore grande sorpresa, aveva messo in atto azioni a corollario mai operate prima, proprio a suggello della particolarità del lavoro svolto, come si è resa conto alla fine.

Perché, sono state le sue parole: “Semplicemente mi veniva di fare così, anche se non l’avevo mai fatto prima con le mie altre opere, per cui per me è stata una cosa nuova.”

Ecco, questo è un esempio, che spero di essere riuscito a trasmettere sufficientemente bene, di quale possa essere il valore trasformativo e di potenziamento personale che può donare costruire, e relazionarsi con, il proprio tamburo.

Lui (il tamburo) è uno dei principali strumenti per entrare in sintonia con le energie personali e con quelle dei “mondi sottili”, in una sinergia magica ed al contempo concreta.

Uno dei modi con cui riuscire a collegare tra loro il mondo non-ordinario con quello ordinario, ovvero quello del mondo spirituale con quello del mondo materiale.

Non è fantastico?  Aaaah, per me sì, eccome!!!

Beh, d’altronde, sono decisamente di parte… 😀

Le immagini e le elaborazioni grafiche, in questo articolo, sono mie. La foto originale è di Devanath ed é tratta da Pixabay

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Costruire il proprio Tamburo

Costruirsi il proprio Tamburo Sciamanico...

Moritz Ferrante - Counselor Olistico

Moritz Ferrante Counselor Olistico e Praticante Core Shamanism

Nella pratica sciamanica il primo importante elemento è quello di riuscire ad entrare nello stato modificato di coscienza, che M. Harner chiamava lo Stato Sciamanico di Coscienza.

Mondo di SopraIn questo stato, il praticante sciamanico può aprire le porte dei Mondi invisibili e collegarsi con i propri Alleati spirituali per interagire con le energie sottili proprie di tali diverse realtà.

Mondo di Mezzo

Vi sono anche altri strumenti con cui potere ottenere questo, quali i sonagli, ma anche le ciotole (o campane) tibetane, la voce, il didgeridoo australiano e altri generi di sonorità, di tipo “naturale” o meno.

Mondo di SottoPer varie ragioni, però, considero il tamburo lo strumento d’elezione per la pratica sciamanica, seguito a ruota dal sonaglio. Beh, sì, un classico, che volete farci? 😉

Non mi metterò qui a teorizzare sul tamburo, la sua storia, i vari nomi ed usanze ad esso collegate nelle varie culture, e così via: ci sono già ampie testimonianze e scritti a riguardo. Mi interessa curare altri aspetti.

Il tamburo, in origine, era possibile ottenerlo “sposando” pelli di animali e legno.

Ora, anche in questo ambito, la tecnologia permette di avere tamburi prodotti con materiali sintetici, con le pelli di animale sostituite con un materiale plastico di tipo analogo a quello con cui sono preparate le vele per le barche a vela moderne, tanto per capirci.

Più che ad acquistarlo fatto e finito con materiali naturali o sintetici, però, ciò che mi interessa trasmettere è, nei limiti del possibile, quanto riguarda l’esperienza legata alla nascita del tamburo,  ovvero il costruirselo da sé con pelli e cerchi in legno, con le proprie mani.

Ma non solo con le proprie mani, perché si è anche sostenuti dalla propria energia sia fisica che spirituale in un contesto, magari anche collettivo, appositamente predisposto e con l’ausilio di attività e cerimonie volte proprio a potenziare la creazione e la nascita di tale particolare Alleato.

E tale nascita, suggellata dalla speciale relazione così attivata con il tamburo che si è fatto nascere, ce ne fa diventare i custodi, più che i proprietari.

Mi interessa che possiate almeno solo immaginare il valore dei propri gesti che perpetuano, attraversando i millenni, i gesti analoghi compiuti dai nostri predecessori:

  • nei confronti della pelle, affinandola e predisponendola all’incontro con il cerchio, dopo avere onorato l’animale che l’ha offerta;
  • nel sagomare, dopo avere onorato l’albero che l’ha reso possibile, il cerchio in legno “nei punti e con i modi giusti” per renderlo pronto ad accogliere la pelle,

quella pelle che lo abbraccerà vita natural durante per quelle che potremmo suggestivamente definire come delle “nozze sacre”, ed il cui frutto di tale unione sarà proprio lui, il neonato tamburo. Il Tuo Tamburo, quello che avrai fatto nascere tu, e che porterà in sé, anche,  la tua impronta energetica personale e a cui avrai, letteralmente, dato la misura!  Tutto con semplici strumenti manuali.

Recupero dei frammenti d'AnimaSuonare il tamburo, in genere, produce effetti benefici su chi lo suona e su chi lo ascolta, e tali benefici, implicazioni e possibilità aumentano quando si suona il proprio e si nutre la relazione in modo adeguato, aprendo così la strada a particolari possibilità di guarigione e di relazione con i mondi transpersonali.

Se ti interessa saperne di più, puoi partecipare direttamente al prossimo incontro di luglio per la costruzione del proprio tamburo sciamanico, in cui le varie attività di costruzione si intrecceranno e saranno sostenute e guidate da apposite cerimonie e rituali sciamanici, così come sopra accennato.

Tali attività spirituali sono proprio volte a sviluppare una relazione fondata e consapevole con tale prezioso Alleato.

Anche tu, allora, vuoi il Tuo Tamburo e stringere tale magica Alleanza?  Se sì, ti aspettiamo!

Un caro saluto a te, che hai letto fino a qui.  Buon tutto!

Le immagini, le foto (tranne quella di gruppo) e le elaborazioni grafiche, in questo articolo, sono mie. La foto di gruppo è stata scattata da un accompagnatore, al momento, anonimo.

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Cerchio Sciamanico

Incontri Sciamanici, la formula

Incontri sciamanici -

Moritz Ferrante - Counselor Olistico

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Ecco, in modo semiserio, un altro articolo relativo alla partecipazione ad incontri sciamanici.

Partecipare ad un incontro sciamanico (PaIS), che sia questo un Cerchio, un seminario oppure un trattamento individuale o collettivo, comporta un atto di fiducia (AdF) e richiede un po’ di coraggio (PdC).

Il coraggio relativo al desiderio di cambiare stili o modi di vita e/o di risolvere i propri problemi, e implica l’accettare di uscire dalla propria “zona di comfort”, ovvero da quell’ambito della nostra vita che ci è familiare e in cui ci sentiamo sicuri e/o a cui siamo abituati, nel bene come nel male.

Ad esempio, la nostra situazione può non piacerci o addirittura farci soffrire, ma preferiamo rimanere dove e come si è, per paura dell’incertezza e del salto nell’ignoto che dei cambiamenti potrebbero portarci.

Che si partecipi per la prima volta, o che si sia già sul cammino, la componente coraggio, nei vari gradi di presenza e di intensità che la singola occasione richiede, fa sicuramente capolino.

Inoltre, è sempre bene che ci sia un’ azione di fiducia a catalizzare l’intero processo: fiducia in se stessi e nelle proprie risorse, così come nel facilitatore dell’incontro stesso.

Questa miscela di fiducie di diversa origine e tipologia, può anch’essa variare nell’intensità e nel grado di presenza.

E’ per queste sue caratteristiche che la fiducia rientra a buon diritto tra gli elementi di questa formula.

Perché proprio questi due ingredienti principali?

Beh, seppure in termini semplificati, il ragionamento è piuttosto semplice: se non ci si fida neanche un po’, non si fa nulla; e se non ci si mette un po’ di coraggio… ancora non si fa nulla!

Quindi possiamo ben dire che:


con AdF>0 e PdC>0

ovvero che la partecipazione ad un incontro sciamanico richiede un atto di fiducia e un po’ di coraggio, e che questi due elementi debbano esserci, magari anche in quantità minima. Logico, no? 🙂

E’ chiaro che i risultati raggiungibili dipendono dal loro diverso peso nella formula.

Foto di Daniel Hjalmarsson su Unsplash

Foto di Daniel Hjalmarsson su Unsplash

Si ottiene ciò che si semina e si è coltivato, si potrebbe dire.

Ci sarebbero altri elementi da inserire nella formula, ma lasciamola così, in forma semplificata.

Scherzi a parte, un incontro sciamanico (e lo sciamanesimo in generale) non è riducibile a formule quantitative, perché è ogni volta un’esperienza totalizzante e al contempo particolare, e se volessimo veramente tradurre questo genere di esperienza in un’unica formula o in più formule tra loro collegate, un simile lavoro sarebbe di una complessità tale… 😮

E’ molto più facile tradurre questo genere di cose con la seguente formula linguistica più semplice e credo più immediata:

la partecipazione ad un incontro sciamanico richiede di essere presenti con cuore, mente ed anima aperti.

Questa è una formulazione molto più semplice ma anche, mi viene da dire, più produttiva.

In tali ambiti è necessario e utile, si è detto in precedenza, essere disposti a lasciare la propria zona di comfort, per potere entrare in aree in cui potere apprendere aspetti particolari di sé stessi e del mondo.

Aspetti utili ad ottenere chiavi di lettura delle manifestazioni del mondo attorno a noi e in cui viviamo, difficilmente ottenibili in altro modo.

Situazioni in cui i significati, i simboli ed i segnali di tali manifestazioni si presentano a noi in formati immaginali, sensibili ma anche polisemici, ovvero variabili a seconda dei contesti e non sempre immediatamente riconoscibili, e portatori di nuove visioni ed energie.

Visioni ed energie che possono, da uno stato potenziale, divenire trasformative ed attuabili.

Questo in modi, e Mondi, sottili ma di sostanza, di quella stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, come diceva il poeta.

Imparare a navigare e a muoversi in tale sostanza può aiutarci a far sì che i sogni si possano realizzare e, anche, impedire che diventino incubi, in cui la maestria via via acquisita possa portare frutti dolci e, spesso, inattesi, per tipo, qualità e modalità di acquisizione.

Se, mentre leggi, tutto questo ti dovesse però risultare ancora non molto chiaro, beh, ecco perché è bene partecipare, per farsene un’idea a ragion veduta! L’esperienza conta!

Se, invece, è già chiara, beh, è già appunto evidente di per sé perché è bene partecipare, proprio perché “lo si sa già” e se ne conoscono i benefici, ovvero le Positive Ripercussioni offerte da queste pratiche. 😀

Ti aspettiamo 😉

Crediti: A meno che non diversamente specificato, le foto e immagini a corredo sono mie o tratte da Pixabay

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Sciamanismo

Partecipare ai Cerchi Sciamanici

Perché partecipare ai Cerchi Sciamanici?

Sciamanismo
Moritz Ferrante - Counselor Olistico

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Lo sciamanismo (o sciamanesimo) ha avuto ed ha tuttora numerose declinazioni, varianti e tradizioni diverse tra loro per vari aspetti.

Tutti questi elementi si sono sviluppati nel mondo e nel tempo – e stiamo parlando di decine di migliaia di anniadattandosi ed integrandosi ai diversi luoghi, climi ed ambienti, per sostenere e mediare tra le esigenze della locale vita umana con la natura ed il mondo stesso in generale.

Pertanto, anche ora è possibile avvalersi di tali opportunità, se si riesce a coglierne il valore e le valenze, come del resto accade per ogni pratica, attività e disciplina.

E’ per questi fattori e per le loro implicazioni che da anni propongo Cerchi Sciamanici e Seminari quali occasioni per potere praticare e potere quindi conoscere se stessi, lavorare sulle proprie limitazioni e/o paure per scioglierle e superarle, imparando quanto ciò sia utile per se stessi in senso individuale ma anche collettivo.

Riuscire a recuperare nostre risorse personali e spirituali sopite o negate, ci permette di vivere vite più ricche di significato e di valore.

E’ troppo importante per il nostro benessere riprendere contatto con la natura e, primariamente, con la propria natura umana, alterata ed alienata da così tanti e troppi fattori legati agli stili di vita attuali.

Noi siamo composti sì di mente e corpo, ma anche di spirito e, nei tempi attuali, quest’ultimo viene bistrattato o negato oppure soggetto ad azioni che permettono di poterlo “trattare” per controllarlo, in una sorta di gigantesco tritatutto sociale e tecnologico teso, appunto, a omologare e “massificare” ogni aspetto umano.

Qualcuno a riguardo disse che la nostra attuale condizione è quella di “amare le cose ed usare le persone”, invece che agire il contrario.

BussolaRecuperare la propria bussola, risolvere dilemmi, attivare e/o potenziare la propria creatività in senso lato, migliorare le proprie relazioni, questi sono alcuni dei numerosi aspetti su cui si può via via lavorare.

Si parla di pratiche, risulta quindi chiaro che implicano un’applicazione continua nel tempo di ciò che si viene apprendendo di volta in volta, attivando al meglio ciò che serve nel dato momento e aprendosi al cambiamento ed alle possibili manifestazioni che il mondo e la natura possono riservarci.

NoBacchettaMagica

Niente “bacchette magiche”, quindi, ma un corpus di conoscenze che possono attivare, a vari gradi e livelli di consapevolezza, le proprie risorse individuali e collettive.

Implicano impegno, certo, ma, diciamocelo chiaramente: ne valiamo la pena, no?

Se la tua risposta è d’istinto: “sì”, bene non hai che da cogliere la palla al balzo e partecipare al tuo primo cerchio sciamanico.

Se invece hai risposto: “no”, aah aaaaah, ecco la prima credenza limitante su cui hai da lavorare, e quindi non hai che da cogliere la palla al balzo, e partecipare al tuo primo cerchio sciamanico, per iniziare a lavorarci su.

Beh, cosa aspetti? Partecipa!  Se intendi rivolgerti a noi, noi siamo pronti ad accoglierti a braccia aperte! 😉

Altrimenti, cerca chi dalle tue parti organizza cerchi sciamanici, per potere fare i primi passi.  Scegli bene, naturalmente, e su questo aspetto mi fermo qui.

L’intento, ora, è quello di spronarti ad attivarti a compiere il primo fondamentale passo, se non lo hai già compiuto ma nei hai il desiderio.

Quel passo verso ciò che con tutta probabilità costituirà per te, contemporaneamente, il “risveglio della consapevolezza unito alla consapevolezza del risveglio”, uno stato di coscienza personale di grande importanza!

Ah, quasi dimenticavo: lo sciamanismo si basa sull’esperienza diretta e personale del partecipante, esperienza che può avere, oppure no, punti di contatto con quanto percepito ed esperito da altri partecipanti, ed è qui che si gioca tutto: ciò che arriva all’attenzione ed alla coscienza di ciascuno è quanto gli occorre per lavorare su di sé o, là dove è previsto, per altri

Se invece già sai tutto quanto sopra esposto, perché pratichi già e conosci quindi queste cose, indipendentemente dal livello e grado al momento raggiunti beh, complimenti per la scelte operate a suo tempo, e buon proseguimento di cammino!

Buon tutto a tutti! 🙂

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